10.31.2012

Hotel da incubo - Messico - E' un paradiso! Non facciamolo diventare un inferno...


Come infiocchettare un rospo per farne un principe.

Non è una truffa, non direi. In fondo tutti i giorni noi stessi ci rendiamo “presentabili” con vari trucchetti, chi più chi meno. Per gli alberghi è lo stesso,  dandosi un tono. Dalla reception: ne ho visto di spettacolari... fino ai prodotti per il bagno e gli asciugamani infiocchettati: inutili se poi il cesso è incrostato! Che mi frega del della saponetta profumata se la tendina trasuda fetore???

Veniamo a questa esperienza, Messico. L'hotel gode di una posizione invidiabile, per il resto... il resto non c'è. Il termine decadente diventa un complimento, per quel sapore nostalgico che la parola ingenera. Piuttosto in disuso sarebbe più appropriato, da anni però. Con le pavimentazioni dissestate e i campi sportivi dimessi che non vedevano atleti dai tempi di Olimpia, nell'antica Grecia.
La camera orribile, pavimento logoro e all'ingresso, al di là di tutto, un condizionatore il cui motore rombava senza soste in concerto con quelli affianco. Già tanto che c'era sì, ma meglio un bagno di sudore che nottate insonni con un trattore attaccato alla porta. Per giunta con l'inquietudine che potesse staccarsi e cadermi in testa da un momento all'altro: spaventoso!

Mi si diceva dei tanti “repeaters”, gli affezionati che tornano ogni anno.. uno di questi ci saluta, sui 70 anni, seduto al bar, solo, triste... ammicca un sorriso, rispondo a denti stretti, per cortesia e me ne vado.
In fondo contento, so per certo che i miei clienti, qui, non ci metteranno mai piede! Adios!

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