10.28.2012

Per un bicchiere d'acqua... in Danimarca!


Non sono tirchio, no. Sinceramente, spendo ma non sperpero, chiaro. Sicché, quando ho sete, e non c'è alternativa, l'acqua la compro, è ovvio. Strano però, laddove l'acqua scarseggia, ovvero nei paesi poveri, zone tropicali, paesi africani, addirittura nel deserto, una bottiglia d'acqua costa sì ma non poi così tanto. Perché è morale e giusto che non costi moltissimo: come diavolo si fa a vivere senza?
Questo è uno dei tanti problemi dei viaggiatori, che non hanno i milioni eppure vogliono girare e vedere il mondo... e sì appunto con questo intento mi sono ritrovato in Danimarca, giugno 2012. Lassù regnano le corone danesi, moneta, lasciatemi dire, alquanto irritante. Si perde da subito la dimensione delle cose e quando si realizza il prezzo in euro il terrore è il primo sintomo di un disagio che perdurerà per tutta la vacanza!
Eh, no, un café 4.5€ no! Per giunta allungato. Dal primo autogrill, ho deciso che avrei mangiato comprando al supermercato. Tre giorni d'inferno, cibo spazzatura e mal di pancia. Tuttavia al rientro, ad Odense, troviamo un ristorante, il cui buffet a soli 20€ a persona sembrava un miraggio, dopo i piatti di pasta a 20€, le pizze a 18€ (pizze...), bistecche da 35€ etc. Entriamo e ci sediamo. Sapevo che la bevanda non era inclusa. Ordino l'acqua. Fuori pioveva a dirotto, i fiumi in piena, le strade laghi al punto che tutta questa abbondanza non ha fatto che incoraggiarmi: “non costerà poi chissà cosa un bicchiere d'acqua!”. Arriva il conto: 30 corone, 4€ e 50 centesimi.

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