11.02.2012

Le antiche (introvabili) città morte – Serjilla – Siria


Inizio col dire: povera splendida terra! Spero torni presto la pace. Ho visitato questo paese poco prima dell'inizio della guerra civile, ed è piuttosto strano pensare che il bazar di Aleppo ora sia scenario di scontri e non di commerci di saponi e spezie, com'è stato per secoli.

La Siria nel 2011 era, e lo è tuttora, uno stato non democratico, in quanto tale ragioni di controllo e difesa del territorio imponevano di non poter usare un navigatore satellitare. Elemento indispensabile quando si vanno a cercare delle città, morte appunto, disperse nella campagna più insidiosa, dove per giunta, forse per ambiguità linguistiche, il sito non lo conosceva nessuno.

La ruralità del territorio, le relativa economia, naturalmente facevano sì che nessuno parlasse una parola d'inglese. Per di più non c'era persona che non avesse una faccia da briccone! Sicché, quando chiedevamo informazioni, sorgeva spesso un sorriso malizioso e non so, in qualche modo non si arrivava mai al punto, girando e rigirando per strade senza riferimenti, cartelli o elementi distintivi particolari.

Finché la salvezza: sul ciglio della strada, un tipo grosso, barbuto, manco vecchio ma in fondo pareva onesto, ci conferma che sì, sapeva dove avremmo potuto trovare le città morte... ma necessitava un passaggio. Ci guardiamo... “eddai, cos'abbiamo da perdere?” avevamo già messo in conto di non tornare vivi in hotel. Salito in auto, signori, ancora un po' e morivamo sì ma di asfissia. Una puzza che manco le smunte pecorelle che ci pascolavano davanti...

Le indicazioni però riusciva darle, eccome. Ma non per le città morte, bensì per casa sua, trovata dopo 20' d'auto...  'stardo!


Alla fine, dopo due ore, trovarle è stato un caso. Visto un rudere, abbiamo pensato fossero loro e chissà com'è, non ho capito se fosse più il sollievo d'esser giunti al punto o l'effettiva emozione per l'agognato sito archeologico!

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