3.31.2017

Fare la valigia: psicodramma atto I

Prenderei la valigia a testate, ripetute, ribadite, ritmate... Che fastidio fare la valigia!! Non è tanto stiparci la roba, quanto scegliere cosa mettere per le eventualità a cui si va incontro: il giorno del viaggio, la serata elegante, in piscina, in escursione, in giro in città, a cavallo, sci, casinò, trekking, musei, teatro, in pullman con l'aria condizionata, in villaggio, nel pomeriggio, la sera, la notte... per non parlare della macchina fotografica, le batterie, i caricabatterie, gli adattatori per I phone,  phon, pc e vabbeh, basta, resto a casa, dai.
Nel tempo ho elaborato strategie anti stress. Prima regola: iniziare da un colore, che sarà il tema del viaggio.
Se poi avete un guardaroba arcobaleno, allora tanto meglio, buttate a caso... ma non basta: quante mutande? Quante ne sporco? Non sono di quelli che le girano per dare seconda vita... non sono manco di quelli che lo sporco... "dai, non son mica sporche, le hai usate ieri e oggi!! Chi se ne accorge??"... chi se ne accorge?? Io me ne accorgo! Io! Insomma, non è che non voglia viaggiare, è solo che non ho voglia di fare la valigia, tutto qui. Di recente hanno inventato la valigia che ti segue in aeroporto, come un cane. Ora però mi sorge un dubbio: o la valigia sta davanti, e dunque decide lei dove andare, altrimenti se si va avanti sereni e
 si pensa che a Fiumicino si arrivi all'imbarco con la valigia ancora fedele e tranquilla al seguito... stiamo sognando!!!
TO BE CONTINUED